L'esercito congolese (FARDC), affiancato da truppe ONU che però non hanno troppa fretta di intervenire, si appresta a lanciare un'offensiva a lungo annunciata contro i resti di un gruppo armato (FDLR - Forze Democratiche per la Liberazione del Rwanda) costituito da fuorusciti rwandesi di etnia Hutu, che avrebbero partecipato al genocidio avvenuto in Rwanda nel 1994. Il condizionale è d'obbligo visto il tempo trascorso. Tutti quelli sotto i 35 anni non possono materialmente aver partecipato alle stragi di allora. Inoltre pare che il gruppo sia ormai ridotto a poche migliaia di individui. Molti di loro si sono perfettamente integrati o mimetizzati in territorio congolese.

armi consegnate da FLDR   IRIN 2015L'offensiva corre il rischio di provocare gravi danni alla popolazione civile senza risolvere il problema di un gruppo che è attualmente di peso non così rilevante, anche se ancora pericoloso. Chi è interessato a soffiare sul  fuoco, e continua ad accusare questo inafferrabile gruppo di essere un grave pericolo, motivo per il quale  andrebbe perseguito fino all'annientamento, è il vicino Rwanda, ben organizzato e affamato di risorse, che utilizza questo pretesto per giustificare incursioni in territorio congolese, il sostegno ad altri gruppi ribelli ostili alla RDC, le pressanti e continue  richieste al governo della RDC perchè intervenga contro l'FDLR, le pressioni a livello internazionale per scongiurare il presunto pericolo per il popolo rwandese. Diversi articoli che qui sotto citiamo, apparsi recentemente sul web,  esplorano la questione e propongono soluzioni "non militari".

Operazioni militari e azioni non militari (Rete Pace per il Congo - 19 gen. 2015)