Un nuovo editoriale del sito web www.paceperilcongo titola "la trappola delle negoziazioni". Eccone un estratto significativo, assolutamente condivisibile:
Sono state sufficienti un paio di settimane di calma sul fronte militare e i Congolesi hanno cominciato a dimenticare il rischio della balcanizzazione che il Ruanda e l’Uganda continuano a mantenere alle porte di Goma sotto la bandiera dell’M23. Quest’ultimo è, infatti, una milizia agli ordini di Kampala e di Kigali, criticata a livello internazionale, come dimostrato, tra l’altro, dalle denunce delle Ong, dai rapporti delle Nazioni Unite e dall’intervento del Presidente Obama presso Paul Kagame. I negoziati di Kampala permettono a coloro che appoggiano l’M23, i presidenti Museveni e Kagame, di non apparire più in prima linea e di continuare così ad “operare” dietro le quinte, una strategia adottata dai due uomini in tutti i 16 anni di guerre condotte in RDCongo.
Quando si osserva come gli attuali dirigenti del Ruanda e dell’Uganda sono arrivati al potere a Kampala e a Kigali e come hanno potuto condurre i loro eserciti fino a Kinshasa, si impara a relativizzare l’opportunità di negoziare con loro. Si può addirittura teorizzare il loro modo di procedere.
In primo luogo, si fissano un obiettivo militare (conquistare un territorio). Si prestano facilmente a negoziati, ma senza mai rinunciare all’obiettivo militare iniziale, come lo dimostrano la “guerriglia” in Uganda (1981-1986), la guerra in Ruanda (1990-94) e le ripetute guerre in Congo dal 1996 in avanti. Si parla di “talk and fight” (negoziare e continuare la lotta armata). Non credono a una sola parola di ciò che si sta negoziando. Si presentano alle negoziazioni per dare una bella immagine e guadagnare tempo. Durante i negoziati,  si rafforzano militarmente (nessuno chiede il disarmo dell’M23) e politicamente, si infiltrano sul territorio da conquistare e analizzare le debolezze del loro nemico.
Qualunque sia l’esito dei negoziati, ogni volta ne escono vincitori. Se i negoziati falliscono, come probabilmente succederà a Kampala, riprenderanno la guerra. Ben presto avranno la meglio, perché mentre la loro delegazione sta negoziando, sul posto perfezionano i loro piani di battaglia. Se i negoziati si concluderanno con un accordo, saranno ancora i vincitori, perché entreranno nelle istituzioni per la “porta principale”, non per rafforzarle, ma per indebolirle in previsione di un prossimo conflitto.
Per un quadro più completo del confitto, delle sue cause, della fase attuale di trattativa e di apparente sospensione delle attività belliche, di seguito riportiamo i riferimenti a precedenti articoli qui pubblicati sul tema

Il Rwanda non vuole i droni per il controllo delle aree di confine con il Congo

 Rimandiamo anche ad un articolo recente di bbc news su possibili

interventi militari dell'ONU contro l'M23

ed a questo

aggiornatissimo profilo della Repubblica Democratica del Congo 

(stessa fonte)