KabilaKagame 745x350Dopo mesi di tensione e proteste, governo e opposizione della Repubblica Democratica del Congo hanno raggiunto un accordo, sembra, grazie anche alla mediazione dei vescovi cattolici. A delineare un quadro socio-politico dell’attuale contesto la prof.ssa Anna Bono, docente di Storia e Istituzioni dell’Africa dell'Università di Torino, intervistata da Sabrina Spagnoli (Radio Vaticana).
L’accordo prevede che si vada al voto entro la fine del 2017. Il voto presidenziale si sarebbe dovuto svolgere già il mese scorso; le elezioni erano state sospese con il pretesto che mancassero le condizioni per svolgerle; soprattutto, mancava un aggiornamento degli aventi diritto al voto. In realtà, tutta questa situazione è nata dal fatto che il presidente Kabila ha già ricoperto due mandati presidenziali; la Costituzione del Congo prevede che questo sia il limite, cioè dopo aver svolto due mandati presidenziali un cittadino del Congo non può più presentarsi, non può più candidarsi e il presidente Kabila rifiuta questa situazione. Non è ancora riuscito a ottenere una modifica della Costituzione come invece altri suoi colleghi sono riusciti a ottenere in altri Paesi africani; a maggio aveva ottenuto però dal Parlamento una legge molto importante. Importante, perché? Perché prevedeva che nel caso in cui le elezioni dovessero essere rinviate per qualunque motivo, il presidente in carica sarebbe rimasto fino al momento in cui queste elezioni si sarebbero potute svolgere. Puntualmente, a settembre la commissione elettorale ha annunciato che “malauguratamente” le elezioni avrebbero dovuto essere rimandate; rimandate, fino all’aprile 2018. Il che ha provocato proteste di piazza e anche da parte della comunità internazionale, con sanzioni; soprattutto proteste da parte dell’opposizione. Ed ecco che questo accordo viene a modificare in parte questa disposizione, programmando le elezioni per il 2017 … Però, sarà tutto da vedere, se così sarà. Nell’accordo c’è un punto importante, sempre a condizione che poi venga rispettato: cioè, nel frattempo Kabila non può chiedere, non può proporre, non può ottenere modifiche costituzionali che tolgano quel limite dei due mandati. Quindi lui alla fine del 2017 non si ricandiderà più. Questo è lo stato della situazione al momento. Però, è una situazione delicata: vedremo come evolverà.
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