UNDP Human Development Report 2015 745x350L’ONU/UNDP si occupa di pubblicare un rapporto annuale, a tema, sui vari aspetti dello sviluppo umano nei diversi paesi.Tema del 2015: il lavoro come base dello sviluppo umano nelle sue diverse sfaccettature (reddito e benessere, sicurezza nel lavoro, sviluppo del ruolo femminile nella società, partecipazione nelle decisioni sociali, riconoscimento e dignità sociale, stimolo alla creatività e all’innovazione etc.). La pubblicazione è accompagnata da una vasta serie di indici  socio-economici (che danno luogo ad un “indice di sviluppo umano” composito) con la possibilità di comparare un paese con altri, e nel tempo.
Da questo contesto appare che la Repubblica Democratica del Congo si colloca al 176° posto su 188 paesi, e che si sta lentamente riprendendo da una gravissima crisi socio-economica-politica che l’ha paralizzata nel decennio 1990-2000 (fase della decadenza di Mobutu Sese Seko – caduta di Laurent Kabila). Ecco i riferimenti:
 
Anche il quadro proposto dalla Banca Mondiale (World Bank), aggiornato al 2015, presenta ombre pesanti per l’aspetto sociale, pur in presenza di una crescita economica notevole negli ultimi anni (circa 9%/anno) da attribuire soprattutto al buon andamento dell’industria estrattiva, all’aumento degli investimenti pubblici, e al contributo del settore terziario. La crescita futura potrebbe persistere e rafforzarsi, specialmente se la priorità degli investimenti pubblici si concentrasse su trasporti ed elettricità., e la disciplina fiscale e monetaria consentisse di mantenere bassa l’inflazione (passata dal 53% del 2009 al 1% del 2013). Nonostante la crescita economica e una riduzione del tasso di povertà dal 71% del 2005 al 63% del 2012, il tasso di povertà e l’ineguaglianza rimangono alti nella RDC. L’indice di sviluppo umano posizionava la RDC negli ultimi posti (176 su 188) nel 2014, e il suo reddito lordo pro capite (680$ annui nel 2014) è fra i più bassi del mondo. Inoltre nel paese ci sono circa 2,3 milioni di sfollati e rifugiati. Nelle parti più instabili del paese (Kivu e altre province dell’est) persiste un’emergenza umanitaria, e il tasso di violenze sessuali rimane alto.