Nel 2016 dovrebbero tenersi nuove elezioni presidenziali nella Repubblica Democratica del Congo. Nonostante le rassicurazioni del suo portavoce, molti, non solo la cosidetta "società civile", ma anche rappresentanti dei partiti della sua coalizione, temono che il presidente Kabila voglia muoversi sulla falsariga di quanto hanno già fatto recentemente, o stanno facendo, o hanno tentato di fare, i presidenti-dittatori del Burundi, del Rwanda, del Burkina Faso, e cioè farsi rieleggere, fuori dalle regole,  per un terzo mandato, o come presidenti a vita, forzando la costituzione e spegnendo sul nascere qualsiasi espressione di democrazia e di controllo popolare.  

Per la RD Congo il caso sarebbe particolarmente grave, data l'estrema corruzione del regime, l'inettitudine dimostrata nel governo di un  paese potenzialmente ricco che sopravvive in un contesto di caos, violenza, povertà, standard sociali ai minini mondiali, enormi squilibri economico sociali, l'acquiscenza a interessi che non sono certo quelli del popolo congolese (v. l'ambiguo rapporto con il presidente del Rwanda Paul Kagame), e il mantenimento del potere ininterrottamente dal 2001 in poi. Per approfondire suggeriamo i seguenti articoli: