fasi lavorazione dispositivo elettronico dismesso 745x350Un cellulare, come anche uno smartphone o un pc o più in generale un dispositivo elettronico, dismesso (perché non è più di moda, o al top della tecnologia raccontata, a volte “urlata” con slogan ripetuti fino all’ossessione, su giornali, riviste, televisione, perché non ha le prestazioni che si vorrebbero, perché si è rotto …) può essere dimenticato in un cassetto, finire in una discarica come rifiuto generico (non dovrebbe succedere secondo la normativa vigente e il buon senso), essere correttamente conferito.
Ciò può avvenire in un ecocentro abilitato, che provvede alla raccolta e allo smaltimento differenziato di materiale RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), oppure, dal 22 luglio 2016, a seguito dell’entrata in vigore del DM 121 del 31 maggio 2016, essere conferito ad un distributore di materiale elettronico con superficie di vendita di almeno 400 mq, senza obbligo di acquisto di altro apparecchio (logica del “uno contro zero”; in precedenza valeva la regola del “1 contro 1”). Il distributore provvederà a tenerlo in deposito e poi a trasportarlo presso i centri di trattamento e smaltimento: operazioni regolamentate dalla normativa. Anche negozi di materiale elettrico/elettronico più piccoli, e chi esercita commercio online, possono opzionalmente organizzarsi per fornire un servizio di ritiro di materiali RAEE.
Ma un cellulare dismesso, che sia ancora in “buono stato”, cioè all’apparenza ancora utilizzabile o riparabile, può anche non essere trattato come un rifiuto dal proprietario, e invece conferito, eventualmente per il tramite di organizzazioni che provvedono localmente al ritiro, a centri ed aziende che si occupano di ricondizionamento, rigenerazione, ed eventuale reimmissione sul mercato di attrezzature elettriche ed elettroniche, in particolare PC e cellulari, e, ove non fosse possibile, al recupero di componenti, metalli (in particolare alluminio, rame), plastiche, prima dello smaltimento definitivo dell’ultimo residuo in discariche o inceneritori autorizzati.
Tumaini – un ponte di solidarietà si è affacciata a questo universo di “recuperanti” attraverso il progetto 3RCM (-Rifiuti +Riciclo = +Risorse per cambiare il Mondo), promuovendo una raccolta di cellulari dismessi presso scuole, parrocchie ed altri enti, con successivo conferimento a centri dell’area milanese specializzati nel riciclo di dispositivi elettronici obsoleti. Le motivazioni sono illustrate nella descrizione del citato progetto.
Un volontario di Tumaini impegnato nel progetto 3RCM ha recentemente visitato una di questi centri, la RETECH LIFE di Usmate (MB), una ONLUS nata 10 anni fa con vocazione al recupero sociale e al rispetto dell’ambiente. E’ costituita da circa 10 volontari (ex tecnici e dirigenti di grandi aziende, che così danno a se stessi e alla società una seconda vita utile e interessante), e circa 30 tecnici e operai a stipendio o in stage formativo, per lo più ex-carcerati (ma anche ex tossico-dipendenti) cui la Retech dà una formazione professionale, una possibilità di riscatto ed una prospettiva di futuro. Ecco un breve resoconto della visita.
 
All’esterno ampi spazi di manovra per gli automezzi in arrivo o partenza. All’interno dei capannoni, grandi corridoi affiancati da enormi scaffalature dove sono ordinatamente sistemati per tipologia, catalogati ed etichettati uno per uno decine di migliaia di pezzi di dispositivi elettronici usati o loro parti, per lo più PC e stampanti, ma anche batterie, cellulari, etc. Altri centri vicini sono invece specializzati nel recupero di apparecchiature bancarie (bancomat e simili), oltre che di PC, cellulari ed altro. Salta subito all’occhio un modo di lavorare estremamente organizzato e specializzato. Il materiale in ingresso in gran parte proviene da stock di apparecchiature (prevalentemente PC e stampanti) di cui le aziende (uffici, industrie) vogliono liberarsi, una volta ammortizzate, per tenere il passo con l’aggiornamento tecnologico. Il materiale viene subito valutato in base allo “stato di salute”, rigenerabile o da smaltire. Se è rigenerabile viene avviato ai banconi dei tecnici hardware che fanno il “refurbishing”, cioè individuano il difetto, sostituiscono le parti non funzionanti (anche utilizzando componenti recuperati da altri dispositivi avviati allo smaltimento), fanno i test. I PC rigenerati sono rivenduti, anche a privati. Altrimenti il materiale entra nella catena di smaltimento, che obbedisce a normative rigorose di trattamento. Qui il materiale viene prima di tutto disassemblato (ecco la necessità di specializzazione e di forte presenza umana; occorre adattare le tecniche di disassemblaggio e trattamento alle specifiche apprecchiature), poi i componenti simili vengono raccolti in appositi cestoni. Le parti non recuperabili vengono sminuzzate (plastiche, metalli), o ridotte in polvere, con diversi metodi. Componenti, metalli e plastiche così recuperati vengono poi venduti, per contribuire alla autosostenibilità dell’iniziativa (che per il resto si finanzia anche attraverso donazioni).
 
Per completare il quadro del ciclo di vita di un dispositivo RAEE, ed in particolare di un cellulare o di uno smartphone, rimandiamo ad alcuni link di approfondimento che qui sotto riportiamo.
Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche: la voce di wkipedia
A Londra una scuola per aggiusta-tutto
Normativa italiana 2016 sui piccolo rifiuti RAEE (p.e. cellulari e smartphone)
Gazzetta Ufficiale: DM 131 del 2016/07/07
Un progetto pilota dell’ENEA Tecnologie innovative per il recupero/riciclo di materie prime da RAEE
Che cosa succede ai nostri rifiuti: ce lo spiega l’azienda di smaltimento della città di Bolzano
Rifiuti da apparecchi elettrici ed elettronici (video della SEAB di Bolzano)
Riciclaggio Rifiuti Elettrici ed Elettronici - Scala Mercalli (video)
Divulgativo: rottamazione cellulari e recupero metalli rari
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Tantalum recycling: un'azienda americana che si occupa del riciclo del tantalio